
Luca Laversa o Luca Camilleri?
La domanda arriva spesso, quindi partiamo da qui.
All’anagrafe sono Luca Camilleri, ma da quasi vent’anni vivo e lavoro come Luca Laversa: un nome nato quando facevo il deejay e il conduttore radiofonico, e che poi mi è rimasto addosso come una seconda pelle.
È un nome che mi rappresenta, che mi ha accompagnato nelle notti di musica e risate… e che oggi mi segue nella mia più grande passione: fotografare le persone.
Perché è questo che amo davvero: le persone.
Ogni volto, ogni sguardo, ogni gesto racconta qualcosa.
Ogni adulto porta con sé capitoli interi di vita.
Ogni bambino ha già un mondo tutto suo fatto di emozioni, scoperte, magie.
Fotografare per me è come aprire un libro nuovo ogni volta: non sai cosa troverai, ma sai che ci sarà una storia che merita di essere ascoltata.
E la luce, le ombre, i sorrisi improvvisi non sono altro che frasi, paragrafi, pagine intere che si scrivono da sole davanti all’obiettivo.
Mi capita spesso di fermarmi in mezzo alla gente — ad esempio in Piazza del Duomo a Milano — e guardare quella marea di volti che si incrocia senza incrociarsi davvero.
E penso:
“Quante storie passano qui davanti?
Quante sono banali, quante sono incredibili, quante non verranno mai raccontate?”
Ecco perché fotografo.
Per dare spazio a quelle storie.
Per fermare un momento che vale più di mille parole.
Per trasformare un attimo qualunque in un ricordo che resta.
Questa è la mia fotografia.
E questo sono io: Luca Laversa.
Se vuoi raccontarmi la tua storia, trovi un form qui sotto. Sarò felice di ascoltarla.